sabato 26 luglio 2025

Valorizzare fare pace

Ci sono giorni in cui il cuore si espone

Ci sono giorni che iniziano lenti, senza fretta, ma si portano dentro pensieri che pesano. Piccole assenze che si sentono, parole non dette, rapporti sospesi nel silenzio. E poi, all’improvviso, senti che non puoi più tenerti dentro quello che hai nel cuore.

Allora lo dici. Senza calcoli, senza difese:

> “Mi manchi. Ti voglio bene.”

E in quel momento, qualcosa cambia. Forse fuori non succede nulla di eclatante, ma dentro di te si apre uno spazio nuovo, più leggero, più vero.

Oggi ho capito che non basta vivere accanto agli altri: bisogna valorizzarli, far sentire che ci sono, che contano.

E non solo le persone… anche i luoghi. Le chiese che ci accolgono in silenzio, i negozi dove ci si scambia una parola gentile, le strade che calpestiamo ogni giorno. Tutto merita attenzione, tutto può essere casa, se ci fermiamo a guardarlo davvero.

A volte non serve avere risposte. Basta avere il coraggio di dire quello che sentiamo — e di custodire ciò che abbiamo.

venerdì 25 luglio 2025

Il basilico della discordia (ed altre disavventure dell’ultimo giorno di ferie)

 






Ultimo giorno di ferie. Avrei voluto svegliarmi con calma, caffè sul balcone, forse un pensiero al mio moroso (ma uno solo, eh), silenzio, pace. Invece no.


Alle 9 ero già in macchina con la mia cuginetta ospite (e reduce da fratture multiple), direzione CGIL per alcune sue pratiche. Pioveva. E non una pioggia estiva rinfrescante, no: quella pioggerella viscida, sottile, perfetta per rovinarti i capelli e l’umore.


Nel frattempo, una mosca – non una normale – una mosca assassina con sete di vendetta personale, ha deciso di seguirci ovunque. In macchina, nell’ufficio, al bar… ovunqe, lei c’era. Me la sono presa con filosofia, almeno all’inizio.


Intanto, nell’attesa, vado a far benzina, poi in banca: voglio solo controllare il saldo del Bancomat. Bene. Faccio l’operazione, ritiro lo scontrino, esco. Dopo un caffè con Rita, mi accorgo che il Bancomat l’ho lasciato dentro la macchina… bloccato.


Vado di corsa alla filiale. Mi trattano come una sconosciuta: “Signora, non possiamo restituirglielo così. Le telefoniamo. Forse lunedì.”

E io lì, a un passo dalla bancarotta emotiva.


Poi Lidl, ovvio. Cuginetta vuole passare a fare la spesa proprio dove lavora. Lei felice tra gli scaffali, io in apnea. La mosca ancora in agguato, pare.


Quando la riporto a casa, mi chiamano: “Signora, può venire. Abbiamo risolto.” Miracolo! Torno a San Michele a riprendere il maledetto Bancomat, fiera come se avessi recuperato l’anello del potere.


Ma il vero colpo di scena mi aspetta a casa:

i miei genitori già a tavola, e mio padre… furioso.

Motivo? Mia madre ha messo il basilico nella pasta.

Non sale, non peperoncino. Basilico. Una tragedia.


A quel punto ho capito: la giornata perfetta non esiste, ma esiste la mia capacità di sopravvivere con dignità e ironia anche al basilico della discordia