· Laboratori:
La Risiera. Percorso in movimento: gli alunni passeggiando e leggendo testimonianze e documenti scoprono la struttura del campo;
- La storia: attraverso il racconto della guida i bambini ricostruiscono la storia tragica della Risiera; l’osservazione di oggetti conservati (come gli abiti che i prigionieri indossavano) rende maggiormente consapevoli i bambini di ciò che è avvenuto.
- Testimoni a confronto: attraverso la lettura delle lapidi affisse al muro gli studenti rivivono le emozioni scatenate da questa tragedia.
-Le leggi razziali: dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite.
Per concludere le attività si può proporre come stimolo-provocazione questi versi di Bertold Brecht e richiederne un personale commento alla luce del percorso realizzato:
“ E voi imparate che occorre vedere
e non guardare in aria, occorre agire
e non parlare. Questo mostro stava,
una volta, per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora non
cantiamo vittoria troppo presto:
il grembo da cui nacque è ancora fecondo”.
Collegare storia locale e storia generale: generalmente lo studio del genocidio degli Ebrei, nella mente degli studenti viene collegato ai grandi campi di concentramento e sterminio del nord Europa. Grazie alle testimonianze raccolte nelle documentazioni si possono aiutare gli studenti a comprendere come anche in Italia ci siano stati molti essere umani penalizzati prima, arrestati e deportati poi, solo perché avevano la colpa di professare una religione diversa o perché non rispecchiavano l’idea di perfezione nazista. Visitare luoghi simili a questo può rendere consapevole lo studente di come la storia abbia degli aspetti locali che rispecchiano fedelmente quanto si legge nei libri di testo e che talvolta appare molto lontano agli occhi dei bambini di oggi.
Mediazione didattica
La visita al campo è la parte finale di un percorso che inizia in classe e che intreccia varie attività, che fanno leva sulle emozioni, sullo sperimentare il mestiere dello storico e sulla verifica diretta dei luoghi della memoria geograficamente vicini agli studenti.
- Attività n. 1: nella fase iniziale si utilizza la narrazione intesa come via privilegiata per creare una dimensione educativa ed esistenziale nella quale chi parla e chi ascolta trovano livelli di incontro e di partecipazione comune. Si può proporre la lettura di autobiografie e l’ascolto di testimonianze registrate, il cui filo conduttore è il racconto sofferto di uomini e di donne che, dopo anni di silenzio, hanno creduto doveroso far conoscer ciò che hanno sofferto per passare il testimone del ricordo alle generazioni che fortunatamente non hanno vissuto l’immane tragedia dello sterminio.
- Attività n.2: in una successiva fase si fa presente agli allievi l’esistenza di diari, poesie, romanzi autobiografici, memorie di sopravvissuti, racconti di bambini e adolescenti travolti nel vortice degli eventi della “grande storia”. Da queste letture nasce l’esigenza di approfondire la storia del popolo ebraico.
- Attività n. 3: la visita guidata.
- Attività n.4: realizzazione di CD che riassuma le attività e suggelli in modo consapevole l’importanza del percorso e testimoni i pensieri degli studenti.
Giustificazione dell’attività: la diffusione di atteggiamenti di xenofobia tra i giovani, la frequenza con la quale viene espresso il fastidio per lo straniero, l’assunzione di simboli neonazisti, il linguaggio offensivo e discriminatorio sono segnali di razzismo più o meno esplicito che evidenziano un’urgenza educativa volta ad affrontare le problematiche del pregiudizio, del razzismo e dell’antisemitismo, che non può risolversi in un approccio semplicemente informativo agli eventi della Shoah, ma richiede alla scuola uno sforzo per la formazione di una coscienza critica nei ragazzi. Un progetto come quello illustrato parte dall’idea di un’uscita di una giornata, ma si può trasformare in un progetto di educazione alla convivenza civile che può svilupparsi durante tutto l’anno scolastico e deve interessare ogni disciplina.
3.5 VERIFICA E VALUTAZIONE
Gli alunni sono stati valutati in tutti i momenti di questo percorso.
I PRIMI CRISTIANI: OBIETTIVI FORMATIVI
- L’alunno scopre che la Chiesa si diffonde grazie alla buona volontà di uomini e donne che hanno fatto e fanno della strada il luogo dove testimoniare il loro amore per Cristo/Gesù anche rischiando la vita.
q VALUTAZIONE:
- L’alunno conosce i principali avvenimenti che interessarono i cristiani ai tempi delle persecuzioni.
EBRAISMO: OBIETTIVI FORMATIVI
- L’alunno approfondisce l’ambiente di vita sociale, politico, religioso della Palestina.
- L’alunno scopre che la dimensione religiosa è sempre stata parte integrante dell’educazione ebraica.
q VALUTAZIONE: - l’alunno è in grado di cogliere le differenze culturali e religiose tra ebraismo e cristianesimo - l’alunno sa riferire abitudini, tradizioni e oggetti di culto appartenenti alla religione ebraica.
LE RELIGIONI (INVITO AL DIALOGO): OBIETTIVI FORMATIVI
- L’alunno scopre che l’incontro tra sensibilità religiose diverse può avvenire solo a metà strada
- L’alunno scopre che in ogni religione c’è il richiamo alla realizzazione della pace e della giustizia.
q VALUTAZIONE
- L’alunno è capace di osservare la realtà anche dal punto di vista dell’altro.
- L’alunno riconosce quanto sia importante ascoltare le ragioni altrui per costruire insieme un mondo di tolleranza e di pace.
domenica 3 gennaio 2010
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