domenica 3 gennaio 2010

LIBERTA' DI CULTO NELLA STORIA DELL'UMANITA' IN PREPARAZIONE ALLA VISITA ALLA RISIERA DI "SAN SABBA" A TRIESTE




RACCOLTA DI MATERIALI E RIFLESSIONI.

Nel progettare il lavoro annuale, per le classi quinte, ho cercato il filo conduttore che unisse tutte le unità di lavoro. Se in apparenza gli argomenti risultavano indipendenti tra di loro o uniti solo da un ordine cronologico, un’osservazione più approfondita mi ha permesso di cogliere, nelle vicende umane e religiose della storia del cattolicesimo e di molte altre religioni, la violazione dei diritti umani e la mancanza di rispetto per le altre culture.

LE PERSECUZIONI DEI PRIMI CRISTIANI

I primi tre secoli dopo Cristo sono stati segnati da feroci persecuzioni da parte dei Romani che vedevano nei Cristiani una minaccia all’ordine pubblico e alla stabilità dell’Impero.
Nel percorso didattico sulle vite dei santi è stato utile approfondire la figura di S.Paolo che, da persecutore spietato, dopo la conversione, si è distinto per l’apostolato fino al martirio.
I bambini hanno potuto cogliere, nell’esperienza di questi primi cristiani, il forte senso di appartenenza religiosa, il credere determinato di chi è disposto ad affrontare ogni prova pur di non rinnegare la propria fede.

PERSECUZIONI ED EMARGINAZIONE DEL POPOLO EBRAICO

Durante l’anno scolastico si è presentata l’opportunità di collaborare, con le colleghe delle classi quinte, alla preparazione delle due gite scolastiche a Trieste (con tappa alla Risiera di San Sabba) e a Venezia (visita al Ghetto). Il mio ruolo è stato quello di parlare agli alunni dell’Ebraismo.
Attraverso la conoscenza dei luoghi sacri, degli oggetti di culto, delle tradizioni religiose, dell’etica, delle preghiere, dei canti, delle feste e persino delle norme che regolano l’alimentazione, i bambini si sono potuti avvicinare a questo grande ed antico popolo che, nel corso della storia, è stato vittima di numerose dispersioni e persecuzioni.




Gli ebrei, dispersi in tutto il mondo, già dal ‘600 avevano dovuto subire (in molte città europee) la segregazione in ghetti a loro riservati. Durante la seconda guerra mondiale sono stati deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti dove sono morti in gran numero. Le cifre approssimative indicano circa sei milioni di Ebrei, di tutte le età e condizioni, periti in questi campi che rappresentano una delle più grandi tragedie del XX secolo.

3.2 ANALISI DELLA SITUAZIONE INIZIALE

Vista la mia presenza in tutte le classi quinte di Latisana capoluogo è stato naturale, per me, occuparmi della preparazione dei ragazzi in vista delle uscite a Trieste e a Venezia. L’attività è iniziata verso la metà dell’anno scolastico.
Le classi quinte presentano la particolarità di essere formate anche da numerosi alunni stranieri e, alcuni di essi, non si avvalgono dell’ora di religione. Devo dire che anche se questi bambini non frequentano le mie ore, anche con loro ho un ottimo rapporto: mi salutano sempre quando mi vedono nei momenti non strutturati (nell’atrio, in cortile o fuori dal contesto scolastico) e mi fanno domande sulla religione. Sia nella 5^ A che nella 5^ C è presente un alunno che non si avvale dell’ora di religione. In quinta B i bambini che non si avvalgono dell’ora di religione sono sette e nel pomeriggio del venerdì, quando al rientro ero presente nella classe, andavano a casa. Mi è capitato un giorno, per un cambio di orario, di anticipare la lezione al mattino (dopo aver avvisato i genitori). In quella circostanza, anche a questi bambini ho potuto spiegare, a grandi linee, le tradizioni e la religione del popolo ebraico. Posso dire che il grado di interesse e di attenzione è stato alto.
In generale, in queste classi, ho trovato alunni motivati è attenti alle tematiche sociali e religiose, anche perché le loro insegnanti, in questi anni, li hanno molto sensibilizzati ai temi che riguardano la giustizia e la convivenza civile.


3.3 OBIETTIVI SPECIFICI E FORMATIVI

o Confrontare responsabilità e aspetti della persecuzione ebraica con realtà tragiche del mondo contemporaneo.
o Comprendere l’importanza della cultura del ricordo, che porta la conoscenza di eventi passati, che dà ai giovani gli strumenti per vivere il presente con senso di responsabilità e capacità di giudizio.
o L’alunno deve riconoscere quanto sia importante ascoltare le ragioni altrui per costruire insieme un mondo di tolleranza e di pace.
o L’alunno deve scoprire che in ogni religione c’è il richiamo alla realizzazione della pace e della giustizia.



3.4. METODOLOGIA

Inizialmente è stata svolta una ricerca su Internet per trovare informazioni sulla cultura, sulle tradizioni, sulla religione ebraica. I bambini sono stati coinvolti, in questa fase, attraverso la visione di documenti fotografici e l’ascolto di brani musicali della tradizione ebraica. Le foto scattate durante la gita alla Risiera di san Sabba sono state visionate in classe con il computer.
Da questo lavoro è partita una più ampia riflessione sui diritti dell’uomo, il collegamento con il programma di storia sul tema: “Le persecuzioni dei primi cristiani a Roma” e l’attuale dramma che si sta compiendo nel Tibet. Su quest’ultimo argomento agli alunni è stato chiesto di ricercare informazioni sugli ultimi avvenimenti e foto dalle riviste. Gli alunni hanno potuto conoscere la religione buddista, oltre che dai loro libri di testo, anche da letture eseguite in classe e dalla visione (guidata e commentata) del celeberrimo film del regista Bernardo Bertolucci: “Il piccolo Buddha”. Questo film illustra fedelmente i temi della cultura buddista e tibetana. Il passaggio successivo è stata la visita alla Risiera di san Sabba a Trieste.
Al ritorno dal viaggio d’istruzione i bambini si sono impegnati nella realizzazione di disegni ispirati alle riflessioni ed alle attività svolte. Con le insegnanti di italiano, inoltre, hanno prodotto dei testi sull’esperienza vissuta.

EDUCAZIONE ALL’INTERCULTURA

La mente umana ha bisogno di razionalizzare gli stimoli che riceve dall’esterno secondo schemi interpretativi che riescano a classificare la complessità del reale. Per questo motivo il nostro giudizio sugli altri spesso precede l’effettiva conoscenza che abbiamo di loro. Catalogare il mondo in modo rigido, seguendo convinzioni e modi di dire sentiti nel quotidiano e non verificati di persona, è semplice ed “economico”: dando delle etichette agli individui (soprattutto quando questi sono stranieri) è possibile spiegare la realtà senza troppa fatica. Spesso questo atteggiamento, che i bambini tendono ad acquisire per imitazione degli adulti, tende a ridurre e a banalizzare la realtà, molto più complessa di quella proposta dagli stereotipi.
Ragionando in base a queste immagini mentali si rischia di cristallizzare e schematizzare una realtà molto più dinamica e in evoluzione, cadendo nel pregiudizio e precludendo una conoscenza approfondita di chi ci sta di fronte, nella sua differenza e unicità. Gesù non “etichettava” mai le persone, per lui tutti gli esseri umani erano uguali e dava la stessa attenzione e considerazione a chiunque si trovasse di fronte a lui. Donne, bambini, ammalati, poveri e peccatori erano tutte categorie di persone che, ai tempi di Gesù, venivano giudicate per la loro appartenenza a gruppi considerati negativamente. Gesù parla al cuore dell’uomo, i suoi occhi vedono al di là di ciò che appare.
Attraverso l’educazione all’intercultura i bambini imparano, quindi, a rispettare ogni essere umano senza giudicare dalle apparenze: ogni uomo è uguale di fronte a Dio, senza distinzione di cultura, ceto sociale, sesso e religione.


PREPARAZIONE DELLA VISITA ALLA RISIERA DI SAN SABBA A TRIESTE

Introduzione: dopo l’istituzione del 27 gennaio come Giornata della Memoria a ogni docente viene richiesto di approfondire l’argomento della persecuzione e dello sterminio ebreo per far sì che gli eventi tragici avvenuti durante la Seconda guerra mondiale si tramandino di generazione in generazione perché quello che è avvenuto non accada mai più.
Il rischio che si corre nel presentare questi argomenti è quello di cadere nella retorica, nel rendere ancora più lontano dalla quotidianità dei bambini un fatto che per loro è accaduto tanto tempo fa e che sentono come lontano, ma relativo ai grandi momenti e luoghi della storia.
In classe quinta il programma e la maturità degli allievi si presta a poter realizzare un percorso articolato che parta da esperienze narrative che tocchino la sfera emotiva e arrivino alla visita di uno dei luoghi italiani dove realmente si è vissuta la parte iniziale del genocidio ebraico. In Friuli Venezia Giulia, a Trieste, esiste la Risiera di San Sabba.


LA VISITA

Destinatari: Classi quinte della Scuola Primaria di Latisana.Visita d’istruzione in un luogo della memoria nell’ambito della programmazione di Italiano, Storia e Religione Cattolica.

Obiettivi:
o Visita ai luoghi che hanno ospitato uno dei più grandi orrori ideati e realizzati dall’uomo.
o Comprendere che la storia generale ha lasciato tracce e testimonianze nei luoghi in cui viviamo.
o Confrontare responsabilità e aspetti della persecuzione ebraica con realtà tragiche del mondo contemporaneo.
o Comprendere l’importanza della cultura del ricordo, che porta la conoscenza di eventi passati e che dà ai giovani gli strumenti per vivere il presente con senso di responsabilità e capacità di giudizio.

Destinazione: il campo di concentramento di Trieste.
(Storia della Risiera).

Percorso previsto (visite e laboratori)
· Visite:
Visita all’esterno e poi all’interno dell’edificio.
Visita al museo.

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